
Sono passati dieci anni da quella maledetta sera di maggio. Sono passati dieci anni da quel maledetto televideo che annunciava la morte di Massimo Riva, il “chitarrista di Vasco”. Una definizione, un’etichetta, che lo accompagnò per tutta la vita e che non l’ha abbandonato nemmeno dopo morto. Una definizione a dir poco riduttiva. Perché se Riva è stato il chitarrista di Vasco, è stato anche molte altre cose. Un autore, il leader di una band, un cantante solista capace di lasciare in eredità dei piccoli e preziosi episodi di un talento indiscutibile.
Ecco, a chi vuole conoscere Massimo Riva, io consiglio di ascoltare “Matti come tutti” e soprattutto “Sangue nervoso”, i suoi due dischi, quelli che più condensano le qualità di questo artista. Certo, poi ci sono anche tutte le cose fatte con e per Vasco, la Steve Rogers Band e “Comandante Space”, il disco uscito postumo. I tasselli di un percorso che purtroppo si è interrotto troppo presto.

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