
Il 20 ottobre del 1984 è una data che noi italiani non dovremmo mai dimenticare. In quel maledetto giorno, la merda di Craxi decise che si dovevano salvare le 3 TV dell compare Silvio Berlusconi con un decreto ad hoc.Il primo "decreto Berlusconi" fu bocciato dalla Camera il 28 novembre del 1984, perché ritenuto incostituzionale (questa parola non mi è nuova). Il 6 dicembre del 1984, presidente del Consiglio di allora, Bettino Craxi, decide di porre la fiducia sul "decreto Berlusconi bis". Il decreto da transitorio fu trasformato in legge dal 1 gennaio del 1985.Grazie a questo decreto Berlusconi ottiene le frequenze televisive di Stato per le sue 3 reti. La concessione permise a Fininvest (l'attuale Mediaset) di trasmettere su tutto il territorio nazionale. Da quel momento iniziò il cosiddetto "plagiamento di massa" con Bongiorno e gli altri. A Berlusconi l'utilizzo delle frequenze televisive statali costavano solo 1,6 miliardi di lire. Se considerate che all'epoca Publitalia ogni anno raccoglieva con le pubblicità circa 4 mila miliardi di lire, capirete che a Berlusconi le frequenze sono state quasi regalate.Nel 1990 viene approvata la legge Mammì, ma dopo poche settimane la Corte Costituzionale dichiara la legge incostituzionale in violazione dell'articolo 21, perché concentrava in unico soggetto(Silvio Berlusconi) tre delle nove concessioni televisive. Nel 1997 viene approvata la legge Maccanico. Anche questa volta la Corte Costituzionale dichiara la legge incostituzionale per lo stesso motivo. Da quel momento Rete 4 diventa abusiva a tutti gli effetti. L'occupazione abusiva della frequenza ci costerà 360 mila euro al giorno.Nel 1999 il governo D'Alema approva la legge "Un per cento", che permette a Berlusconi di usufruire delle concessioni radio televisive pagano solo l'1% del fatturato della sua azienda. In pratica Berlusconi usufruisce di un bene pubblico quasi in modo gratuito. Nel 2004 viene approvata la legge Gasparri che passa grazie all'inculata del digitale terrestre che di fatto salva le reti Mediaset.Ora grazie al servizio Premium sul digitale terrestre, Mediaset ha anche un'altra fonte di guadagno extra. Il 20 gennaio del 2009, l'Italia Dei Valori ha chiesto la revisione del prezzo delle concessioni di Stato delle frequenze radio televisive portandolo dal'1% ad un più congruo 30%.

0 commenti: