
Roberto Saviano è l’autore del bestseller Gomorra, il libro sulla camorra che è diventato un successo mondiale anche in versione cinematografica. Da quando il libro è diventato un successo, Saviano viene minacciato dalla Camorra. È stato condannato a morte dalla Camorra e perciò già da un paio d’anni esce solo sotto scorta di cinque agenti. Giorno dopo giorno.
Saviano, oltre ad aver fatto considerevolmente aumentare l’interesse del grande pubblico per la camorra con il suo libro (per me comunque molto difficile da leggere), è diventato anche una parte della coscienza italiana. Lancia regolarmente appelli perchè la legge venga rispettata e per far sì che tutti lo facciano. Chiede attenzione per giornalisti in paesi lontani (e nel proprio paese) che vengono minacciati, elogia coraggiosi giudici che danno la caccia a mafia e camorra ed è stato un ospite annunciato – con tutti i rischi che ciò comporta – sul podio a Piazza del Popolo a Roma in ottobre, quando centinaia di migliaia di italiani hanno manifestato per la libertà di stampa. È sempre stato acuto. Ma non si era mai rivolto direttamente a un politico. Fino a questa settimana.
Infatti, nel suo recente appello sul quotidiano La Repubblica Saviano (qui in inglese) chiede al premier Berlusconi di ritirare la legge sul processo breve attualmente discussa in parlamento. Berlusconi vuole che i processi in Italia durino un massimo di sei anni. Due anni per il primo turno grado, due per il processo d’appello e due per la Corte di Cassazione. Il tutto con retroattività, quindi vale anche per i processi già in corso. Secondo Saviano, e anche secondo i magistrati italiani, verranno chiusi soprattutto casi complessi come quelli per corruzione, abuso d’ufficio, falso in bilancio, frode fiscale e altri delitti economici. Secondo il Ministero della Giustizia, i casi coinvolti saranno 94.000. Tra questi, (in parte) anche i casi che riguardano Parmalat e Antonveneta. Quindi, anche l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio non sarà più perseguito penalmente. Lo scandalo di calciopoli di due anni fa (ricordate, con la degradazione della Juventus in serie C) sarà archiviato senza condanne. A Firenze la corte potrà cestinare il 60% dei processi in corso. E anche l’ecomafia napoletana (un tema importante nel libro e film Gomorra) non dovrà più preoccuparsi, secondo l’associazione ambientalista Legambiente. Tutto ciò nonostante il fatto che i processi di mafia sono esclusi dalla proposta di legge.
Se la proposta diventerà legge, significa che anche due processi in corso al premier Silvio Berlusconi andranno in prescrizione. Poichè altri tentativi dell’attuale governo di salvare il premier dai suoi problemi con la giustizia sono falliti, è stato escogitato questo rimedio da cavallo a prova di bomba. Il governo si giustifica con il fatto che l’Europa pretende una giustizia più veloce.
Saviano dice che l’unico modo per rendere la giustizia più veloce è metterle più mezzi a disposizione. Più investigatori, più consulenti, uffici moderni e altre cose di questo genere. ‘Questo non è un caso politico, ma un diritto.’ Una visita a qualunque tribunale chiarisce immediatamente che è spesso la mancanza di mezzi (moderni) a rendere così lunghi i processi.
Nel frattempo, l’appello di Saviano è stato firmato da più di 300.000 italiani. Ogni giorno se ne aggiungono circa 50.000. Ma servirà a qualcosa? I partiti di governo sono disposti a tutto per tenere in sella Berlusconi. Incluso ignorare la coscienza.
Una mossa coraggiosa quella di Saviano. Anche perchè l’editore dei suoi libri non è uno sconosciuto: è Mondadori, la casa editrice in mano a…. Silvio Berlusconi.
[Articolo originale "Roberto Saviano tegen Silvio Berlusconi" di Maarten Veeger]

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